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Attenti a quelle due…lingue: come evitare di mischiare le lingue

 

Astratto, acquarello, 3 anni

Il bilinguismo è spesso oggetto di pregiudizi ed è guardato ancora con sospetto soprattutto da persone poco informate. Quante volte si sentono reazioni provenire anche da persone che dovrebbero invece interessarsi al bene dei bambini e che, al contrario, con la loro inflessibilità, li ostacolano nel loro sviluppo.

L’American Speech-Language-Hearing Association del Maryland ci mette in guardia sulla possibilità che i nostri figli cresciuti bilingui possano in un primo momento mischiare le lingue (code-switching). Ci spiega che ciò può accadere in casi in cui un concetto non sia facilmente esprimibile o traducibile nell’altra lingua.

Scritto da Giovanna Martedì 10 Maggio 2011 09:36
 

Code-switching e lingua dei segni

Cielo stellato, da Van Gogh, acrilico 5 anni e mezzo.

Un bilinguismo un po’ speciale

Ho recentemente scoperto una forma considerata di bilinguismo dagli studiosi che mi ha colpita per la sua particolarità e per questo vorrei descrivervela: si tratta delle persone che conoscono e usano quotidianamente la lingua dei segni. Gli studi che ho letto sono stati condotti negli Stati Uniti e analizzano parlanti inglese, udenti e non udenti, che utilizzano l’American Sign Language (ASL) per comunicare con familiari affetti da sordità. Queste persone sono considerate bilingui nella misura in cui l’ASL è ritenuta una lingua a parte, poiché quest’ultima ha una grammatica indipendente e distinta dall’inglese.

Lo studio prevedeva di stimolare la comunicazione tra parlanti inglesi che conoscono l’ASL, notando la tendenza dei parlanti ad alternare l’espressione orale con quella gestuale, in alcuni casi, e ad usare il linguaggio dei segni in contemporanea per sottolineare alcuni concetti espressi nel discorso.

Scritto da Giovanna Martedì 03 Maggio 2011 07:14
   

Quando le lingue si mischiano: il code-switching

Fiore, acrilico, 5 anni

Bilingui: esperti o pigroni ? Il code-switching

La lingua è alla base della comunicazione e la sua scelta dipende da diversi fattori. Già in un contesto monolingue scegliamo di esprimerci con il dialetto o con la lingua standard a seconda della situazione o dell’interlocutore. All’interno della lingua standard, scegliamo il registro linguistico che più si addice alla situazione più familiare, più aulico, tecnico ecc. I bilingui hanno a disposizione tutto questo in (almeno) due lingue e la scelta viene fatta anche tenendo conto delle conoscenze linguistiche dell’interlocutore. Infatti, un bilingue si chiede se nel suo discorso potrà ricorrere ad un’altra lingua o meno. Quindi la prima scelta da operare è quella della lingua di base, poi se inserire altre lingue.

Questo fenomeno, conosciuto sotto il nome di code-switching, è molto comune tra i bilingui ed ha per lungo tempo goduto di pessima fama, essendo considerato un atto dovuto alla pura pigrizia e privo di correttezza grammaticale. Tuttavia, i linguisti, grazie ai loro studi, hanno rivalutato il fenomeno provando che non si tratta del frutto di casuali inserimenti sgrammaticati, ma anzi segue regole linguistiche molto rigide e richiede una buona competenza in entrambe le lingue (cfr.François Grosjean, “Bilingual: Life and reality”). Non si tratta dunque di negligenza, piuttosto è la dimostrazione della conoscenza di più lingue.

Come avviene?

Scritto da Giovanna Giovedì 14 Aprile 2011 09:07
   

Bilingue e televisione 3

parte 1

parte 2

Acquarello, 3 anni

 

Quante lingue?

 Vi ricordate quando parlavamo del dilemma "quante lingue ai nostri figli"?

 Ovviamente questo è un problema “di lusso” di fronte al problema che la maggior parte dei genitori promotori del bilinguismo deve affrontare. Qui in Lussemburgo siamo costretti a limitare il numero di lingue, a fare delle scelte in base alle nostre priorità.

 Torniamo alle due situazioni che vi ho esposto in precedenza: il bambino quattrenne plurilingue di fronte al suo coetaneo “solo bilingue.

Scritto da Giovanna Giovedì 07 Aprile 2011 08:51
   

Bilinguismo minaccioso……

Paesaggio, acrilico, 5 anni

Stati Uniti e Lussemburgo a confronto

Eh si’,... ce ne sono anche che vedono il bilinguismo come una minaccia alla propria identità. Ovviamente ogni situazione è diversa, negli USA ad esempio l’immigrazione massiccia e costante introduce parlanti adulti di varie nazionalità che, in base ai numerosi studi, riescono solo parzialmente ad imparare l’inglese. I loro figli, invece, crescendo negli Stati Uniti, apprendono la lingua da piccoli o da giovani e riescono a raggiungere un grado di integrazione linguistica molto elevato. E’ quanto ci riferisce in un articolo la  Linguistic Society of America, che si domanda con inquietudine se tante lingue e soprattutto i casi di bilinguismo generalmente con lo spagnolo, lingua sempre più incalzante negli States, non rappresentino una minaccia per l’inglese. Fortunatamente no, conclude l’autrice dell’articolo, l’inglese è ancora molto forte negli Stati Uniti e nel mondo intero e se in America troviamo vecchie generazioni di immigrati che parlano poco l’inglese, i loro figli lo padroneggiano come madrelingua.

Scritto da Giovanna Giovedì 31 Marzo 2011 08:12
   

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